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LA BORSA O LA VITA di Olinto TEDESCHI
Negli ultimi anni si sono escogitati i termini: ticket, bollini, farmaco-economia e altri ancora. Sono i vocaboli inventati come rimedio pronto e sicuro per trovare la soluzione ai problemi certamente complicati , con situazioni difficili da affrontare e da risolvere, del servizio sanitario nazionale. E, continuando, tassa della salute, fascia A per i farmaci forniti gratuitamente o altri riferimenti per farmaci da pagare in aliquota o per intero. Ancora, fascia H per quelli che si somministrano solo negli ospedali. "Parole magiche". Si è mai giunti a trovare la soluzione ai problemi della Nazione non soltanto con le parole, ma anche con azioni e fatti concreti? La Commissione Unica per il Farmaco (CUF) circa quattro anni fa, mutò direzione per arrestare le irregolarità ed ogni sciupìo. Contenere quella voce di spesa, la farmaceutica, che continuava a gravare eccessivamente sul Bilancio dello Stato. Per la spesa dei medicinali, dagli oltre 13.000 miliardi di lire all'anno si è giunti a "stabilire un tetto" di 9.500 miliardi. Negli ultimi tempi, per la severità, considerata eccessiva, della CUF si sono inasprite le polemiche. Determinato il tetto di spesa, e in mancanza di "aperture" nella Finanziaria, è impossibile conseguire un arricchimento dei mezzi di cura a disposizione dei medici per curare i malati. Da una parte si dice: tra i medicinali senza pagamento, quel nuovo farmaco non può entrare perché altrimenti "si sfonda il tetto". Dall'altra si controbatte: quello stesso farmaco, in altri Paesi europei è stato accolto. Perché penalizzare i malati italiani? Replicano: Occorrono maggiori prove di efficienza e validità del farmaco: Se questo nuovo farmaco entra nel prontuario delle medicine gratuite, se ne dovranno togliere altri, per mantenere "in equilibrio" la spesa. Realisticamente si deve discutere se è opportuno privare i malati di nuovi farmaci che si sono dimostrati perfettamente validi. Ma quei farmaci lo sono davvero? Il vero punto del contendere è questo. Nella disputa tra industria del farmaco e CUF, chi viene a trovarsi fra l'incudine ed il martello, come sempre, è il paziente-utente. Qualcuno dovrà pure interessarsi del cittadino - utente e far capire perché questi deve correre il rischio di porre in pericolo la propria esistenza quando esistono medicine con proprietà tali da salvargliela. I cittadini hanno diritto di conoscere ed essere informati sino a qual limite lo Stato acconsente ad essi di ammalarsi e qual'è il termine del "valore massimo" ove esso fisserà lo sguardo solo al "registratore di cassa". |
![]() Tutti i diabetici possono affrontare viaggi in italia e all'estero per vacanza o per lavoro. Basterà ben organizzarsi e seguire i sottoindicati consigli. Prima della partenza Programma per tempo l'esecuzione delle eventuali vaccinazioni richieste per soggiornare nel paese dove ti rechi. Nella tua valigia trova spazio per: n siringhe. n aghi, contenitore per aghi. n strisce reattive per la determinazione delle glicemie capillari e dei test urine. n lancette pungidito. n glucagone. n zucchero Porta sempre un quantitativo maggiore di materiale che consideri necessario per il tuo periodo di soggiorno. Se viaggi in aeroplano, NON mettere l'insulina nella valigia, la bassa temperatura della stiva congela l'insulina alterandone le proprietà biochimiche. Bagaglio a mano: n insulina. n glucagone. n siringhe, penna, reflettometro, pungidito, lancette. n dichiarazione del tuo medico curante che sei diabetico insulino-dipendente (in lingua inglese, se ti rechi all'estero). n zuccheri semplici. Stipula una assicurazione che in caso di emergenza ti consenta di usufruire delle cure medico-ospedaliere senza pagare ingenti somme di denaro. Durante il viaggio. In nave: Se soffri il mal di mare assumi le comuni pastiglie in commercio per risolvere questo problema.Questi farmacinon alterano il tuo controllo glicometabolico. In Aereo: Puoi richiedere alla compagnia aerea il menù per diabetici. In auto, corriera o treno: Tieni con te un adeguato quantitativo di cibo a seconda della durata del tragitto. Cambio del fuso orario. Sicuramente ti capiterà di effettuare voli transoceanici. In questo caso dovrai porre particolare attenzione allo schema a dose insulinica: 1) In caso di differenza di fuso orario inferiore alle 3 - 4 ore non praticare alcuna dose supplementare di insulina e all'arrivo nella località esegui la dose usuale di insulina corrispondente all'orario locale. 2) In caso di una differenza maggiore alle 3 - 4 ore pratica una dose supplementare di insulina pari al 10 - 15% della dose totale dopo 4 - 5 ore dall'ultima somministrazione. al momento dell'arrivo esegui la dose usuale di insulina corrispondente all'orario locale. >>Esegui sempre un adeguato numero di glicemie capillari che ti permettano di valutare l'andamento del tuo profilo gliocemico durante il viaggio e nei successivi primi giorni di permanenza >>Pagina4 |
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