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L.R. 3 aprile 1995, n. 9

Piano Sanitario regionale 1995/1997

(B.U. 11 aprile 1995, n. 39)


Art. 1. Oggetto.

  1. Con la presente legge è approvato il Piano Sanitario regionale per il triennio 1995/97, costituito dai documenti allegati e dalle relative tabelle.

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Art. 2. Finalità.

  1. Il Piano Sanitario Regionale è finalizzato a realizzare, attraverso i momenti coordinati e integrati della prevenzione, della cura e della riabilitazione, la tutela della salute dei cittadini, qualitativamente appropriata, basata sul pieno rispetto della dignità della persona, adottando criteri di efficienza, di produttività e di economicità idonei a realizzare un corretto rapporto tra costo dei servizi e relativi benefici.

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Art. 20. Approvazione dei documenti allegati.

    Sono approvati i seguenti documenti che fanno parte integrante della presente legge costituendo, nei loro contenuti dispositivi e negli indirizzi formulati, vincolo ai fini dell'attuazione del Piano Sanitario Regionale:
    Documento n. 1: DISTRETTI SANITARI E POLI SANITARI TERRITORIALI
    Documento n. 2: RIDETERMINAZIONE DELLA RETE OSPEDALIERA
    Documento n. 3: SERVIZIO DI URGENZA-EMERGENZA MEDICA

    Progetti obiettivo:
    a) salute mentale;
    b) materno infantile;
    c) tutela della salute degli anziani;
    d) tutela dei soggetti portatori di handicaps;
    e) prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavori.

    Azioni programmate:
    f) prevenzione e cura della beta thalassemia;
    g) lotta alle malattie neoplastiche;
    h) prevenzione AIDS;
    i) prevenzione e cura del diabete mellito;

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    PREVENZIONE E CURA DEL DIABETE MELLITO

    PREMESSA

    L'incidenza della malattia diabetica in Calabria è attualmente ritenuta di circa il 4% sulla popolazione generale, anche se in alcune zone gli studi effettuati hanno dimostrato percentuali di malattia molto vicine al 10%.
    Più del 90% dei diabetici sono affetti da diabete di tipo II, per il quale risulta di fondamentale importanza, sia ai fini della prevenzione che della cura, un corretto comportamento alimentare e di igiene di vita.
    Al diabete di tipo I (diabete mellito), pur essendo più raro, deve essere attentamente e continuamente controllato, sia perché‚ compare in genere in età particolarmente importante per la vita dell'individuo, sia perché comporta frequentemente la comparsa di gravi complicanze che solo un assiduo controllo glico-metabolico può evitare o rallentare.
    L'organizzazione dell'assistenza sanitaria nel settore, per come indicato dalla legge 16 marzo 1987 n. 115, deve essere perseguita al fine di raggiungere gli obiettivi della programmazione sanitaria regionale e nazionale per:

    ORGANIZZAZIONE ATTUALE DEI SERVIZI DI DIABETOLOGIA
    U.S.L. abitanti N. ore spec. ambulatoriale N. centri diabetici N. diabetici
    1 Paola 145.000 4 Paola - Cetraro - Praia A M. 2.800
    2 Castrovillari 124.000 4 San Marco Gentano /
    3 Rossano 193.000 / Corigliano 2.405
    4 Cosenza 306.000 40 Cosenza 5.000
    5 Crotone 215.000 12 Crotone - S. Giov. in Fiore /
    6 Lamezia T. 133.000 12 / 750
    7 Catanzaro 266.000 4 Catanzaro - Chiaravalle - Soverato 6.562
    8 Vibo Val. 189.000 / Vibo Valente - Tropea - Soriano - Nicotera 3.400
    9 Locri 145.000 66 / /
    10 Palmi 177.000 24 / /
    11 Reggio C. 269.000 73 Reggio Calabria 4.905

    La necessità di riorganizzare l'assistenza diabetologica nella regione ottimizzando la qualità e la quantità dei servizi nasce da alcune importanti considerazioni:

    Per ottimizzare l'assistenza diabetologica, tenendo anche conto della particolare conformazione orografica della Calabria è necessario dotare il territorio regionale di una rete di servizi ospedalieri e territoriali che possano coprire tutto il territorio regionale.
    Molti servizi funzionano da alcuni anni e, a seguito della loro attività, le complicanze del diabete si sono ridotte del 32% e i ricoveri del 40% annuo.

    Obiettivi

    Per raggiungere gli obiettivi specificati in premessa sarà costituita con provvedimento della Giunta regionale una Commissione regionale per lo studio e la prevenzione del diabete e delle sue complicanze, che durerà in carica tre anni e sarà così composta:

    1. l'Assessore alla Sanità o un suo delegato con funzioni di Presidente;
    2. i titolari della cattedra di Medicina Interna, Endocrinologia e Pediatria della Facoltà di Medicina;
    3. i dirigenti dei servizi di Diabetologia di II livello;
    4. due esperti indicati congiuntamente dalla S.I.D. e dall'A.M.D.;
    5. un rappresentante indicato dal SUMAI tra gli specialisti ambulatoriali diabetologi in attività;
    6. rappresentanti delle associazioni dei pazienti dei quali uno per le associazioni dei diabetici in età evolutiva;
    7. un funzionario dell'Assessorato alla Sanità con compiti di Segretario.
    I compiti della Commissione sono: Le strutture diabetologiche sono essenzialmente di due tipi: Le strutture ospedaliere sono:

    L'attività di queste strutture si rivolge ai diabetici bisognevoli di ricovero o di controllo ambulatoriale. Queste strutture devono lavorare in stretto collegamento con i servizi territoriali.
    La tipologia di questi servizi implica una dotazione strumentale in grado di poter studiare tutte le complicanze del diabete. Le strutture territoriali vanno inserite nei distretti e rappresentano il primo filtro dell'assistenza diabetologica; anche presso tali strutture verranno effettuati i controlli di base.
    Le strutture della stessa provincia si raggruppano, pur mantenendo la propria autonomia, in dipartimento provinciale che avrà il compito di stabilire i programmi e le linee di comportamento.
    I servizi di diabetologia sono fissati nella tavola 5 del documento 2.
    I servizi di I livello devono avere almeno un bacino d'utenza pari a quello del distretto sanitario, con esclusione dei bacini ove insiste il servizio di secondo livello e fatto salvo per il servizio di primo livello da istituire presso la Cattedra di Endocrinologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Catanzaro.
    Per la riorganizzazione delle strutture diabetologiche ospedaliere di II livello nonch‚ per il dimensionamento delle nuove strutture vanno osservati i seguenti parametri:

    Le piante organiche dei servizi di diabetologia saranno determinate con i piani attuativi.
    In applicazione della legge 16 marzo 1987 n. 115, ai pazienti diabetici saranno forniti gratuitamente i seguenti presidi, dietro presentazione di ricetta medica rilasciata da uno specialista diabetologo, appartenente a strutture pubbliche che ne specifichi le quantità: Ogni servizio di diabetologia potrà prescrivere al paziente che ne avesse necessità (diabete mellito tipo 1, diabete in corso di gravidanza, diabete con complicanze particolarmente gravi) l'uso di un reflettometro portatile, di un micro infusore portatile che saranno forniti in comodato d'uso dalla U.S.L. al paziente insieme agli accessori necessari per la loro quotidiana utilizzazione.
    Saranno altresì forniti al paziente diabetico, con le stesse modalità, altri presidi che per evoluzione tecnologica saranno disponibili sul mercato ed individuati con deliberazione della Giunta regionale.
    L'accertamento della condizione di diabete mellito per il rilascio della certificazione di esenzione del ticket dovrà essere effettuato esclusivamente presso i servizi di diabetologia.
    I cittadini affetti da diabete mellito devono essere provvisti di tessera personale che attesti l'esistenza della malattia diabetica; la tessera è predisposta sulla base delle indicazioni emanate dal Ministero della Sanità con decreto 7 gennaio 1988 n. 23, al fine di costituire un sistema integrato di prevenzione del diabete e di assistenza agli affetti della malattia.
    I servizi di diabetologia di Il livello e il centro di riferimento pediatrico che sarà individuato dalla Giunta regionale hanno compiti di coordinamento dell'attività dei servizi di I livello e dei medici diabetologi specialisti ambulatoriali eventualmente operanti in ambito provinciale, compatibilmente con l'autonomia gestionale prevista dalla vigente legislazione.
    La Giunta regionale anche avvalendosi della apposita Commissione, predisporrà entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge di Piano Sanitario Regionale, un programma operativo per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla "Dichiarazione di St. Vincent": La Giunta regionale, avvalendosi della predetta Commissione:
    1. provvederà alla definizione di attività di aggiornamento del personale medico e paramedico da inserire nei programmi di formazione permanente del personale del ruolo sanitario regionale;
    2. definirà il materiale didattico, stampato ed audiovisivo da utilizzare nella rete dei servizi e degli ambulatori diabetologi per la promozione di iniziative educative nei confronti dei pazienti diabetici, per le famiglie degli stessi e per la popolazione generale, con particolare riferimento a quella scolastica:
    3. provvederà a promuovere l'educazione sanitaria per i giovani diabetici attraverso la realizzazione di campi scuola.
    La Giunta regionale attiverà il registro regionale per il diabete mellito che sarà tenuto presso l'Assessorato alla Sanità con obbligo per ogni medico operante nelle strutture sanitarie pubbliche o private di refertare all'Assessorato, che provvederà alla registrazione, sui casi di diabete di cui viene a conoscenza per motivi professionali.

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