SIGNOR DOTTORE, PARLIAMOCI

Dottore, come sto? Il mio diabete migliora?
Dottore, posso guarire?
Dottore, quali medicine devo prendere, questa cura mi farà bene?
Scene di una giornata qualunque in un qualunque ambulatorio ed in qualunque corsia di ospedale di una qualunque città. Innegabilmente, il rapporto medico-paziente è difficile e complesso e presenta mille sfaccettature, data la delicatezza delle relazioni tra chi ha il "timone della salute altrui" e chi si trova in una situazione di dipendenza perchè questo bene prezioso è in pericolo.
Come instaurare un rapporto di collaborazione e comunicazione tra questi due soggetti, senza incorrere in equivoci, o trincerandosi dietro spiegazioni tecniche, oppure pensare che è meglio una caramellosa rassicurazione della nuda - e in taluni casi dura - verità .
DIADETE E DINTORNI prova a stilare ventidue consigli pratici, undici per il paziente ed undici per il medico, per un rapporto che non sia tra "controparti", ma "alla pari", con franchezza e gentilezza da ambo le parti.
Forse servirà anche a trovare un amico in più.


       

I consigli per il Paziente.....
A) Ricorda che il medico è dalla tua parte, non ha nessun interesse a curarti male.
B) Ricorda che il medico non è Dio, e neppure la mamma, come desidereresti, E' con te per curarti, non per risolvere i tuoi problemi esistenziali.
C) Sii assolutamente sincero con il medico. Non è un professore che ti interroga e ti da il voto. Non è nemmeno un mago che capisce tutto in faccia. E' il tuo consulente e decide sulla base delle informazioni che gli hai dato tu.
D) Non andare da tanti medici, facendo poi la "media" delle loro prescrizioni ed opinioni. Segui le prescrizioni del medico che hai scelto e seguile alla lettera evitando di togliere ed aggiungere qualche medicina quà e là.
E) Il medico è il medico. Una medicina o una cura che hanno fatto "tanto bene" ad un amico, a te possono far male o essere inutili: Soltanto il medico può dirti ciò che è giusto per te.
F) Non cercare di strumentalizzare il tuo medico per scopi personali. Se ottieni un certificato perchè hai finto una depressione, hai fatto un doppio danno: hai contemporaneamente, abbassato la stima che hai per te stesso e quella che hai per il tuo medico.
G) Non confondere la durata della visita e l'attenzione per i problemi della tua vita personale, con la bravura professionale. Questi comportamenti del medico possono essere un "di più" , qualcosa che ti fa piacere e ti fa sentire importante, ma non sono fondamentali
H) Non arrabbiarti pensando che il medico "guadagna facendo poca fatica" perchè magari hai osservato che ha preso una decisione in cinque minuti. A quei minuti, vanno aggiunti almeno sei anni di Università, più gli anni della specializzazione e quelli dell'esperienza.
I) Prima di andare dal medico, cerca di capire cosa vai a chiedergli, quali sono le esigenze che hai nel profondo. Se ti accorgi che cerchi sopratutto conforto, pensa che ci sono professionisti e persone che te lo potrebbero dare più facilmente, senza bisogno di lamentare un male fisico.
J) Anche se stai male e perciò ti senti aggressivo e nervoso, cerca di controllarti. Ricorda che la gentilezza ti rende più gradito a chiunque, anche al tuo medico.

....E quelli per il medico.
A) Ricordati che il paziente che hai davanti è spaventato. E che più sembra aggressivo, più è spaventato. Può anche darti l'impressione di rifiutarti, ma in realtà non rifiuta te, rifiuta il suo star male.
B) Fa di tutto per ascoltare il paziente da solo, anche se è accompagnato da premurosissimi parenti e dichiara di non volersi staccare da loro. Non puoi conoscere i rapporti che ci sono tra il paziente e i suoi familiari, le sue ansie nei loro confronti. Da solo, con te, si sentirà più libero.
C) Spiega al paziente la sua situazione nel modo migliore perchè combatta insieme a te la malattia e riconosca le cause del suo malessere.
D) Se è necessario un particolare intervento, farmacologico o chirurgico, spiega bene al paziente di che si tratta e che cosa gli verrà fatto. Digli chiaramente quando e se sentirà male. Usa parole comprensibili.
E) Ascolta te stesso con attenzione. Quando non riesci più ad amare. Quando il peso del tuo lavoro è troppo, quando tutta la grande avventura della vita ti sembra soltanto una serie di malattie, vai a trovare un po' di gioia, un po' di respiro: hai bisogno di gratificazioni che i pazienti non possono e non devono darti.
F) Se qualcosa non è di tua competenza, non avere paura di dichiararlo e di chiedere una consulenza. Questo darà fiducia al paziente e gli farà capire che non soltanto sei coscienzioso e responsabile, ma anche che quando sei nell'ambito della tua competenza, sei sicuro di te stesso.
G) Nel momento in cui sei con un paziente, l'unica tua preoccupazione deve essere la sua salute. scaccia via con forza qualsiasi altro pensiero.
H) Non cedere alla tentazione di raccontare i fatti tuoi ai pazienti. Sono loro che devono essere ascoltati da te, non tu da loro. Ricordati anche che devi dare ai pazienti quell'attenzione fatta di silenzi e di brevi parole, perchè possano parlare loro. I) Non smettere mai di essere curioso di tutto.
J) Non partecipare troppo emotivamente ed affettivamente alle vicende dei tuoi pazienti. Se ti fai coinvolgere perdi la tua serenità di giudizio, ti diventa difficile essere oggettivo e comunichi al paziente una sensazione di ansia. da "Più forti, Insieme"

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