EDITORIALE

                                          UN MOMENTO CRUCIALE di Nazario BOSCHINI

Con questo numero di Diabete e Dintorni la nostra Associazione compie un passo avanti: raggiunge un ambito più vasto di coloro che sono interessati al diabete ed avvia un ciclo di informazioni, mirate ad ottenere un efficace prevenzione di una malattia insidiosissima ed in espansione.
Non faremo, tuttavia, una nuova presentazione del nostro periodico: a Modena incombono situazioni nuove riguardo le quali i malati di diabete non potranno restare passivi ed inerti.
In altre pagine di questo giornale pubblichiamo il documento ufficiale dell'azienda USL contenente la proposta di una totale ristrutturazione dell'assistenza ai malati diabetici.
Lo scopo dichiarato della riorganizzazione è di migliorare l'assistenza diminuendo le spese.
Si tratta di un intento opportuno e condivisibile.
Occorrerà valutare attentamente la proposta la quale si presta a molte osservazioni.
Nessuno vuole polemizzare: non siamo aprioristicamente "contro".
Sarebbe assurdo se volessimo rinunciare ad una costruttiva collaborazione per raggiungere la quale occorre un coinvolgimento maggiore dei malati.
La proposta ufficiale che pubblichiamo deriva da un Gruppo di Lavoro nel quale erano presenti Specialisti diabetologi.
La sostanza della proposta riguarda il passaggio dei pazienti diabetici dai Servizi di Diabetologia ai Medici di Medicina Generale.
Secondo le norme attuali, un passaggio del genere è possibile ma non obbligatorio. La premessa alla stessa proposta afferma che il passaggio dei malati diabetici al Medico di famiglia, "avviene per volontà dei pazienti stessi". Non dovrebbero, perciò cadere imposizione dall'alto ma lasciare un'opzione caso per caso che - lo comprendiamo - sarebbe complesso da gestire.
Resta comunque l'obbligo legale e morale di non imporre colpi di mano e non risolvere gran parte delle stesse nel solito e deludente ricorso ad un ticket in più a carico dei malati.
I quali attendono, invece informazioni chiare e dettagliate per poter compiere le loro scelte.
Perciò ci siamo impegnati a sollecitare e raccogliere le opinioni dei malati: a dare voce a chi non ha voce.
Ne trarremo le nostre proposte realistiche, sensate, efficaci nella loro imparzialità di fronte ad eventuali opinioni opposte che maturino fuori dall'esperienza diretta dei pazienti.
Riguardo l'argomento, sempre più importante, delle spese e dei relativi "tagli" colpisce il fatto che il documento ufficiale dell'Azienda USL non contenga indicazioni riguardo la prevenzione.
Si ammette che in provincia di Modena i malati certi di diabete siano circa 18 mila e che vi siano altrettanto persone a rischio diabetico.
Esse non sanno - almeno in un primo tempo - della presenza della malattia.
Se ne scontano le conseguenze gravissime quando è troppo tardi: retinopatie e conseguente cecità, amputazioni dolorose, mutilazioni, specialmente negli arti inferiori, con invalidità pressoché totali; pesanti sacrifici a carico della dieta, della mobilità, dell'autonomia.
In questi casi le spese per i farmaci, controlli, interventi chirurgici, assistenza e trasporti diventano pesantissime. Non dovrebbe essere difficile, tuttavia, avvertire la popolazione di un grave e subdolo rischio: diffondere la pratica dell'autocontrollo della glicemia (bastano un piccolo apparecchio di modico costo, una microgoccia di sangue e un minuto di tempo), curare i casi non ancora esplosi con gravità.
Se possibile, condurre screening di massa.
Il risparmio di farmaci, operazioni chirurgiche, assistenza agli invalidi, sarebbero grandissimi in sofferenza e denaro.

 

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