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EDITORIALE
E STAVOLTA NON DIMENTICHIAMO I BENEFATTORI **Benito BAGNI |
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I diabetici, rispetto all'assistenza e cura sono stati tagliati in due: i buoni, ossia quelli che continueranno a farsi assistere e curare dai Centri Antidiabetici di Modena e della provincia e i superbuoni, cioè quelli che si sono affidati ai Medici di Medicina generale: "L'attività di diagnosi precoce, di assistenza di base e specialistica con particolare riguardo alla prevenzione delle complicanze e della ospedalizzazione migliorerà", ha affermato il Direttore Generale dell'USL Modena. Non credevamo che farsi curare da un medico generico fosse meglio che farsi curare dallo specialista. Ma se lo afferma il direttore Generale dell'USL Modena c'è da crederci. O no? I fortunati superbuoni andranno dal Medico di famiglia, aspetteranno il loro turno per entrare, saranno sottoposti a un prelievo digitale, senz'altro meno cruento del prelievo in vena, poi saranno inviati ad un laboratorio di analisi per essere sottoposti al prelievo per l'esame di emoglobina glicata, microalbuminuria e quant'altro necessita, pagando di volta in volta il ticket (mentre i buoni non lo pagheranno e saranno "serviti" sul posto; ma questa è una quisquiglia, direbbe Totò), dovranno, poi, cercarsi una farmacia che sia in possesso dei medicinali prescritti, altrimenti bisognerà ritornare; oppure, andare in un'altra farmacia - magari aspettando 30 - 40 minuti sotto il sole l'arrivo del bus perché, si sa, d'estate in città la gente diminuisce, va al mare e le corse degli automezzi urbani vengono diradate; cambiando tre volte, spendendo 18.000 lire di taxi (è accaduto) - e pagare un altro ticket. Infine se essi non si saranno "complicati", nell'anno successivo, invece di sei volte, dal medico di famiglia ci andranno soltanto tre volte (sono o non sono superbuoni?). Per un anno e mezzo gli amministratori USL modenesi insieme a qualche politico hanno voluto convincerci che la nuova assistenza e cura del diabete è un'occasione da non perdere. Che migliorerà la vita dei diabetici. Allora bisogna ricordare chi ci ha garantito tutto questo. Il futuro, l'assistenza e le cure dei prossimi anni (con andirivieni dagli ambulatori dei Medici di famiglia, il pagamento di alcuni medicinali prima gratuiti e il pagamento dei tickets che prima non esistevano). Non scordiamo i nomi, le facce, gli incarichi di chi ha governato Modena e la sanità modenese scegliendo di stare dalla parte della "nuova assistenza e cura" ai diabetici e non dalla parte della "vecchia" - e per 50 anni collaudata e vincente - assistenza, che tutta Europa ci invidiava. Dalla parte della stragrande, "ignorante", maggioranza dei diabetici che, non volendo lasciare i CAD, hanno fatto un baccano poco elegante e certamente non in linea con le nuove "concezioni" di assistenza e cura adottate dall'USL Modena. Perché in Italia ci si scorda delle cose importanti. Per esempio. Fra un anno si vota per le Regionali e qualche amministratore sarà dimenticato per ciò che ha elargito ai diabetici con il suo prezioso contributo in termini di sagge parole e pronte alzate di mano per dar loro una "migliore" assistenza. E poi le Europee, le Politiche: pane per i denti di altri amministratori modenesi. Molti se ne andranno così, premiati per il buon lavoro svolto nel nome della causa: aver favorito un circolo virtuoso, innescato da 130.000 lire per diabetico e da centinaia di milioni spesi in più per acquistare i farmaci antidiabetici che prima costavano meno della metà. I Nostri andranno in Parlamento a Roma, Strasburgo. Oppure in qualche cooperativa, o ente di secondo grado. Adieu, adieu... A certuni, la storia non renderà merito. Torneranno alle mansioni di un tempo dopo una pacca sulla spalla. Ma non scordiamoli. Andiamoci a rivedere le cronache dei giornali, le fotografie. Facciamo un album con i volti sorridenti di chi ci ha regalato una "migliore" assistenza e cura del diabete. Perché loro, in futuro, negheranno. Per modestia, è ovvio. Scusi, non è lei che... Chi, io? Ma si figuri. Mica giusto che questa illuminata generazione di amministratori locali subisca la diaspora dell'urna, l'offesa dell'oblio. Hanno detto che i diabetici sbagliano a lamentarsi, che le loro firme di protesta sono una forma "vagamente ricattatoria". Pensare alla soluzione di un ambulatorio diabetologico per la cura dei diabetici di tipo 2 (come sta avvenendo a Bologna) porta sfiga e potrebbe far aggravare tutti i diabetici di questo tipo. Se la nuova riorganizzazione dell'assistenza e cura del diabete i diabetici non la vogliono, sono cavoli dei diabetici. A me interessa dare una migliore assistenza e risparmiare sulle spese (pagando 130.000 lire ai medici di famiglia per ogni diabetico e oltre il 50% in più la spesa per i farmaci). Il documento dei saggi è stato ritoccato un pochino. Il progetto è cambiato ed ora si chiama Progetto Diabete e non Progetto di riorganizzazione dell'assistenza al paziente diabetico nella provincia di Modena, chiaro? Per quattro gatti protestanti (nel senso che disapproviamo, siamo cattolici), per di più richiamati ad essere coerenti, non si ferma un progetto che pare sia stato, addirittura, auspicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Insolenti questi diabetici! Perché un po' di glicemia in più nel sangue è come il vino: mette allegria. Perché le polineuropatie diabetiche, sono sì dolorose, ma fanno bene alla sciatica. Perché le complicanze... quali complicanze? Perché dai medici di famiglia ci andranno solo i volontari. Perché una commissione controllerà che le promesse siano mantenute. Perché un'altra farà un piano di prevenzione alla salute. Perché solo un cretino si preoccupa di qualche anno di mediocre qualità della vita di fronte all'eternità. Ricordiamoli tutti. Il sindaco Giuliano Barbolini che ci ha scritto assicurandoci "che sto seguendo la questione diabetici con molta attenzione" e quindi, per il nostro bene, ha approvato il Progetto diabete. Il PDS che, compatto, ha votato affinché, per bene nostro, fosse approvato il Progetto Diabete voluto dall'Az. USL. Il vice sindaco e assessore alla Sanità Alberto Caldana che al momento del voto non era presente, però era d'accordo con il Progetto Diabete perché ci vuole bene, è ovvio. Il partito Popolare che ha approvato il Progetto Diabete voluto dall'Az. USL senza neppure motivare il voto nella seduta del 11.6.98 nella quale si è discusso il suddetto progetto. Il coordinatore della Commissione che ha ideato il Progetto diabete: dr.ssa Patrizia Guidetti, i suoi mèntori, dai quali ha ricevuto l'ordine di ideazione del Progetto Diabete e cioè il direttore generale dell'USL Modena Roberto Rubbiani e il direttore sanitario dell'USL Modena Giuseppe Caroli. I quali, come dubitarne, erano colmi di intenti alti e nobili. E poi gli altri, che contano poco, ma c'erano anche loro ad approvare il Progetto Diabete. Abbiamo dimenticato qualcuno? E poi, ricordiamo chi si è distinto sul campo, come il presidente della Commissione Servizi, se non erriamo, nonché consigliere eletto nelle fila del PDS Roberto Mantovani, ed il capo gruppo del PDS Giorgio Pighi, che hanno motivato il voto contro l'Ordine del Giorno asserendo che la legge è legge e va rispettata (che grande scoperta) e poi, col cuore rivolto al benessere dei diabetici hanno approvato il Progetto Diabete. Il consigliere Franco Pala del PDS ex presidente degli "Amici del Cuore", quindi un volontario, che ha votato, anche lui per il nostro bene, a favore del Progetto Diabete pur sapendo che l'Associazione di Volontariato ADM avversa questo progetto perché lo ritiene non rispondente agli interessi dei diabetici. Gli altri partiti che hanno taciuto per il bene comune o che hanno parlato all'ultimo momento, a giochi fatti, sempre per il bene comune. Chi è montato sul carro e chi è sceso in corsa. Qualche medico che aveva l'autorevolezza per parlare e non l'ha fatto, le altre associazioni di volontariato che potevano aiutarci nella nostra lotta e non l'hanno fatto (unica voce fuori dal coro l'Associazione Consumatori). In conclusione, soltanto i diabetologi non sanno che il diabete ci rende un po' così, come dire, schizzati. Quindi siamo noi che non abbiamo capito niente. Ogni tanto, però, siamo preda di attacchi di lucidità. Perdonateci, grazie! In compenso, promettiamo di non cadere nei soliti errori italiani. Stavolta, almeno stavolta, non vi dimenticheremo. Per ringraziarvi, s'intende! **Socio ADM Per scrivere questo commento, abbiamo parafrasato l'articolo del Dr. Giovanni Gualmini della "Gazzetta di Modena" apparso sulla stessa il 24.7.98. Ringraziamo il Dr. Gualmini per il permesso accordatoci; contemporaneamente gli chiediamo scusa per l'indegno servizio reso al suo bell'articolo N°5-Pagina2 |